Blog di Vino
Informazioni sul Vino e sul mondo VitiVinicocolo
Archive for Maggio, 2007
Maggio 29, 2007 at 12:35 · Filed under Vini bianchi, Vini Rossi, I miei assaggi, Vino toscano, Curiosità
Pitigliano, splendido borgo dell’entroterra maremmano, famoso per il suo Bianco di Pitigliano DOC (una delle prime DOC italiane del 1966), è famoso anche per la comunità ebraica che negli anni passati abitava il paese. Attualmente, la comunità ebraica non è più presente, ma restano vive nel paese tradizioni e monumenti che ne testimoniano la decisiva influenza sulla storia di Pitigliano.

La Cantina Cooperativa di Pitigliano, reca un importante contributo nel mantenimento della tradizione enologica ebraica essendo una delle poche cantine italiane che produce vino kasher.
Il procedimento che porta alla produzione di vino kasher, è piuttosto complicato ed oneroso, ma sicuramente di grande interesse. Come per tutti gli alimenti kasher, anche la produzione di vino deve seguire le regole alimentari della kasherut. Kasher significa infatti "adatto" ad essere consumato perchè conforme alle regole alimentari ebraiche.
Nella produzione di vino ogni fase ed ogni passaggio avviene sotto il serrato controllo del Rabbino che al termine di ogni fase della produzione, sigilla i vari contenitori affinchè non vengano in qualche modo "contaminati". Tutte le operazioni, compresa la stappatura della bottiglia, vengono eseguite da un ebreo osservante, questo per non "contaminare" in nessun modo la purezza dell’alimento; l’enologo e i cantinieri fungono da direttori dei lavori, a patto che non si avvicinino al vino ed ai macchinari.

Dopo i vari travasi avviene una delle fasi fondamentali della produzione: la pastorizzazione. Il vino viene portato alla temperatura di quasi 90 gradi ed immediatamente dopo a quella di 4 gradi per far sì che l’alta temperatura non comprometta aromi e profumi del vino. Altra cosa importantissima rigurda i prodotti impiegati nella produzione: devono essere anch’essi kasher e non contenere sostanze di origine animale.
La Cantina Cooperativa di Pitigliano produce due tipologie di vino kasher "La Piccola Gerusalemme": bianco e rosso.
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Il Bianco kasher è ottenuto dalla vinificazione di Trebbiano e Malvasia; presenta un colore giallo paglierino scarico; gli aromi sono delicati, leggermente fruttati; in bocca è fresco, di media persistenza, equilibrato. La gradazione alcolica è di 13 gradi, va consumato giovane, ottimo con piatti di pesce, zuppe di verdure e carni bianche.
Il Rosso kasher è invece ottenuto da Sangiovese; ha colore rosso rubino con riflessi violacei; ha profumi delicati con note di frutti rossi; il gusto è fruttato, presenta una buona struttura ed un buon equilibrio. Ha una gradazione di 12,5 gradi, va consumato giovane con antipasti di terra, ragù non troppo elaborati, carni rosse.
Maggio 27, 2007 at 10:43 · Filed under News, Innovazione, Curiosità
Il tappo di sughero resterà probabilmente, ancora per molto, il tipo di chiusura più diffusa per le bottiglie da vino.. Ancora per molto.. Si comincia però a sentire parlare sempre più spesso della ricerca di soluzioni alternative, sia perchè questo materiale potrebbe scarseggiare nel tempo, sia perchè, a volte, può rilevarsi inaffidabile..
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Il sughero, in realtà, rappresenterebbe il materiale migliore per la perfetta conservazione di un vino: presenta una grande elasticità, viene infatti sottoposto ad una forte compressione, ma recupera immediatamente la forma originale; possiede grandi qualità ermetiche e nonostante ciò, la sua particolare struttura gli consente di far respirare il vino nel modo giusto.
Tutte queste caratteristiche positive, si contrappongono inevitabilmente al terribile problema dal quale nessun tappo è al sicuro: il classico odore di tappo che colpisce di media il 4%della produzione mondiale di vino. Il responsabile di questo sgradevole odore, che si trasferisce poi sul vino, rovinandone irrimediabilmente la qualità, è la presenza del tricloroanisolo (TCA) che si forma a causa di una carica fungina, presente nell’aria e che penetra all’interno del tappo. Questo problema rappresenta purtroppo la spina nel fianco della aziende, non ne sono esenti neanche i tappi di grande qualità, è infatti un problema che colpisce il sughero.
Per questo motivo, negli anni si è cercata e si continua ancora ha cercare una soluzione alternativa al tappo di sughero. Negli anni ‘80, sono arrivati sul mercato i tappi di silicone, composti da una miscela di materiali termoplastici, detti elastomeri. Inizialmente questi tappi, sono arrivata sul mercato con numerosi problemi: rilasciavano sgradevoli odori, erano spesso troppo rigidi.. Inconvenienti che sono stati superati negli anni ‘90, anche se, ancora oggi, il tappo di silicone presenta alcuni problemi non ancora risolti. Il più importante è rappresentato dal fatto che il tappo di silicone, con il tempo, tende a ritirarsi leggermente, causando una possibile ossidazione del prodotto. Per questo motivo i tappi di silicone vengono utilizzati principalmente per i vini bianchi e per i vini di pronta beva, non per i prodotti che necessitano di lunghi affinamenti in bottiglia.
L’alternativa al sughero di cui si sente spesso parlare ultimamente è il vetro. Il tappo di vetro sembrerebbe infatti l’unico in grado di conservare al meglio il vino, alla pari del sughero senza avere però il grosso inconveniente del…"questo vino sa di tappo!"..
Bhè, i costi purtoppo sono ancora molto alti, al costo stesso del tappo si somma infatti anche quello del macchinario che si utillizza per tappare le bottiglie, costi che scoraggiano i produttori ad investire su questa alternativa.
Vedremo se la tacnologia farà ancora qualche altro passo in avanti in questo settore, per adesso, godiamoci il "romanticismo" del sughero.. finchè dura, sperando che quel 4% di vino che sa di tappo non cada proprio sulla nostra tavola..! ..anche se sicuramente.. una passatina ogni tanto la farà!
Maggio 25, 2007 at 09:59 · Filed under News, Vini bianchi, Produttori, Vino umbro, Innovazione, Curiosità
Molti di voi conosceranno il notissimo Sagrantino di Montefalco. La zona del Sagrantino è situata a sud della città di Perugia, nel cuore dell’Umbria. In questa zona, la tradizione vitivinicola, ha origini medioevali, quando un gruppo di monaci benedettini, bonificò l’area ed iniziò ad impiantare alcune delle verietà più antiche della regione, tra le quali proprio il Sagrantino. Da queste uve si ottiene un ottimo vino rosso ed un eccellente passito, tra i più noti d’Italia.

Dicevo appunto.. ottimi ed eccellenti vini.. rossi.. Ma all’appasionato di enologia non sarà di certo sfuggita la tanto discussa quanto curiosa notizia di un Sagrantino.. bianco! Per chi invece non ne avesse ancora sentito parlare, e magari sta pensando ad una vinificazione in bianco del Sagrantino, è fuori strada.. Si tratta infatti di un vero e proprio vitigno! .. No, non è uno scherzo.. è realtà, anche se per metà virtuale ma sulla strada di divenire reale al 100%..!
L’artefice di questa idea, ancora bizzarra almeno fino a che tutti non ci avranno fatto la bocca (ed anche l’occhio!) è una delle più famose cantine di Montefalco: quella di Arnaldo Caprai. Da circa 10 anni infatti un gruppo di enologi capeggiati dal professor Leonardo Valenti, docente dell’Università di Milano, ha lavorato su questo progetto, ottenendo, tramite il processo di autofecondazione, un vitigno inesistente in natura, ma che possiede le caratteristiche presenti nei caratteri genetici del Sagrantino. La prima vendemmia è stata quella del 2006, ed i primi campioni sperimentali, sono stati fatti assaggiare a giornalisti ed esperti del settore, durante lo scorso Vinitaly.

Naturalmente il team di Caprai dovrà ancora lavorare un po’ prima che il consumatore possa trovare in enoteca o al ristorante una bottiglia di Sagrantino bianco.. Ma Caprai non perde tempo.. il lancio del vino è infatti già stato proposto sul mondo virtuale di Second Life, dove i suoi abitanti già godono di questa novità!
La cantina Arnaldo Caprai è già nota ai più per la sua lungimirnza non solo in campo enologico, ma anche in quello del merketing e della comunicazione aziendale.. il Sagrantino bianco su Second Life ne è l’eclatante testimonianza! Sulle orme di una nota casa vitivinicola americana, l’azienda ha deciso di utilizzare questo banco di prova virtuale, per raccogliere reazioni ed informazioni da parte del consumatore ancor prima che il vino sia… reale! Bhè.. non c’è che dire, tanto di cappello a chi, come Caprai ha già in passato spianato la strada alla rimonta del Sagrantino e che, si riconferma negli anni come un grande innovatore del mondo enologico e delle sue stratgie comunicative!
Maggio 16, 2007 at 14:06 · Filed under News, Vino umbro, Eventi

Anche quest’anno si svolgerà in tutta Italia Cantine aperte, manifestazione che permetterà di visitare le cantine facenti parte del Movimento Turismo del Vino e degustare i migliori vini d’Italia, abbinati a prodotti tipici del luogo.
La manifestazione è sempre più frequentata da un pubblico giovane, che sta riscoprendo l’interesse per il vino e per l’enogastronomia in genere. Sono infatti spesso giovani, in coppia o in comitive, a frequentare le cantine, contribuendo alla vitalità della manifestazione e partecipando alle innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che spesso accompagnano la manifestazione nelle varie cantine e città in cui si svolge. Anche grazie a questo importante apporto, la manifestazione ha riscosso un successo costante ed una crescita esponenziale. Il successo è dovuto al graduale coinvolgimento di tutto il territorio nazionale ed alla conseguente consapevolezza dei produttori stessi che, con il passare del tempo, vedevano svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese, fino a raggiungere le cifre sorprendenti dell’ultimo anno: oltre ottocento cantine aperte per un milione di enoturisti entusiasti.
Anche l’Umbria partecipa alla manifestazione. Le "Strade del vino" sono percorsi, appositamente segnalati, caratterizzati da vigneti, cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico e da attrattive naturalistiche culturali e storiche ed hanno lo scopo di valorizzare i territori ad alta vocazione vitivinicola, con particolare riferimento ai luoghi delle produzioni qualitative a denominazione di origine, nonché le produzioni e le attività esistenti. In Umbria sono presenti quattro strade: la Strada del Cantico nei dintorni di Torgiano e dalla zona di produzione dei vini DOC e DOCG Torgiano; La Strada dei vini etrusco-romana, nella zona dell’Orvieto classico; la Strada del Sagrantino, nel comune id Monteflaco e nei comuni limitrofi e la Strada dei Colli del Trasimneo, nella zona dell’omonimo lago. In particolare a Montefalco, e nei comuni limitrofi, facenit parte della zona di produzione dei vini Montefalco DOC e DOCG, si svolgeranno manifestazioni in occasione di Cantine Aperte a Montefalco: sarà possibile degustare il Rosso di Montefalco DOC oppure il Montefalco Sagrantino Passito DOCG, abbinato a semplici stuzzichini, come formaggi stagionati o affettati, oppure a dei veri e proprio spuntini, magari un pò "rustici", come salsiccie arrosto o fagioli con le cotiche.
Con una piccola quota, si potrà avere un calice con un piccolo sacchetto per contenerlo, che potrà essere usato per le degustazioni in tutte le cantine del territorio. I comuni parteciapnti sono: Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria.
Per avere maggiori informazioni sulla manifestazione, potete visitare il sito www.tuttomontefalco.it, dove troverete un elenco delle cantine aartecipanti e informazioni aggiornate sulla manifestazione.
Per il soggiorno durante la manifestazione consigliamo il sito degli Agriturismo Umbria, per abbinare alle degustazioni anche una salutare vacanza rilassante a contato con la natura.
Maggio 15, 2007 at 15:27 · Filed under Produttori, Gastronomia, Vino toscano, Vino laziale, Eventi, Curiosità
Un pomeriggio all’insegna della storia e del gusto.. Due aziende emergenti, Montauto e Sant’Isidoro, la prima di Manciano (GR) la seconda di Tarquinia (VT) si incontrano per presentare i loro vini ed i loro territori. Un unico filo conduttore: gli Etruschi che legarono i due territori nel passato e continuano a farlo nel presente.
Il pomeriggio del 10 Giugno si aprirà alle ore 16.00 all’Agriturismo Podernuovo di Acquapendente con l’introduzione dell’Archeologo Tiziano Gasperoni, che riassumerà i principali elementi che legarono questo antico popolo al vino. Seguiranno poi la presentazione delle due Aziende Vinicole dopo la quale inizierà la guida alla degustazione dei prodotti delle aziende.
Il pomeriggio si concluderà con l’apertura delle degustazioni dei vini e dei prodotti tipici di alcune aziende dei territori della Maremma e della Tuscia: Azienda Biologica Caponetti (Tuscia-VT), Caseificio Val Perino (Piansano-VT), Azienda Mosci Marco (Pitigliano-GR).
L’approccio al mondo del vino sta cambiando, i consumatori sono sempre più informati ed interessati a conoscere le aziende da vicino, ad avere informazioni dettagliate e precise. Aumentano fiere ed eventi di ogni tipo legati al vino, ma molto spesso tutto si riduce a semplici e frettolosi assaggi, senza che ci si soffermi con un po’ più di attenzione sul prodotto e sul luogo in cui nasce.
Dalla crescente esigenza di approfondire, mostrata da una fetta sempre più cospiqua di consumatori, è nata l’idea di oraganizzare un pomeriggio come questo al quale seguiranno molti altri incontri.. almeno è questo che ci auguriamo..!
Nell’attesa di incontrarvi numerosi a questo convivio vi invitiamo a visitare il sito www.ilsaporedivino.com per avere ulteriori informazioni.
Agriturismo Podernuovo via Falconiera 73, Acquapendente (VT)
Maggio 13, 2007 at 13:58 · Filed under News, Vini bianchi, Vino toscano, Innovazione, Curiosità
La Toscana, da sempre regina di grandi rossi, la maggior parte a base Sangiovese, si sta facendo largo spazio anche nel mercato dei vini bianchi toscani. Il Vermentino potrebbe davvero diventare l’altra faccia della Toscana (quella bianca!!) nel prossimo futuro.
Principalmente diffuso in Sardegna ed in Liguria, questo vitigno vanta una larga diffusine anche in Toscana.

Molto spesso in assemblaggio con altri vitigni, è sempre più presente anche come unico e solo..! Il Vermentino ama il mare, il sole, è il vitigno del Tirreno, è sulle coste tirreniche che raggiunge infatti il massimo splendore, anche se ultimamente, viene vinificato in purezza con sorprendente successo anche nelle zone più interne della Toscana.
Proprio adesso che stiamo andando verso la stagione calda, e che si comincia un po’ a faticare con i rossi, questa varietà, aromatica e gradevole, può essere l’ottima compagna di fresche cenette estive e di stuzzicanti aperitivi. Il Vermentino è infatti un vino asciutto, che non manca di corpo e di profumi, adattissimo a piatti di mare più o meno elaborati. A seconda della zona di produzione e naturalmente, dello stesso produttore.., questo vino può avere espressioni molto diverse, accomunate comunque dai suoi sentori tipici e caratteristici.

La Toscana in campo vitiviniclo ha sempre avuto molto da insegnare ed allo stesso tempo, si è dimostrata pronta e capace di imparare e di rinnovarsi continuamente.. chissà se davvero in futuro non la sentiremo chiamare "..terra di grandi bianchi.." ..sorry.. "..anche terra di grandi bianchi.."… il cavallo di battaglia sarà sempre e comunque il rosso, su questo non abbiamo dubbi.. ma siamo sicuramente pronti ad allargare gli orizzonti..!