inicio mail me! sindicaci;ón

Blog di Vino

Informazioni sul Vino e sul mondo VitiVinicocolo

Archive for Ottobre, 2007

Il “vino del nonno” è ancora buono..?

Ricordi lontani..:  l’uva pigiata con i piedi nelle bingonce, la festa, l’allegria, i pranzi in mezzo ai campi… in vendemmia tutto era "abbondanza"! E poi la primavera successiva ecco il vino giovane: la schiuma che riempie il bicchiere, la punta di dolciastro che caratterizza il gusto, e quel colore inconfondibile..!

Mai come oggi è stata viva la voglia di riassaporare saporei lontani, piatti della vecchia tradizione contadina, il vino dei nostri nonni… bhè, forse qui qualcosa è cambiato..! Il mercato del vino è radicalmente mutato, come del resto è cambiata la società sotto tutti gli aspetti. Anche nel settore enologico la globalizzazione si è fatta sentire con tutti i suoi aspetti positivi ma anche con quelli negativi.. In una qualsiasi enoteca oggi, accanto ai vini italiani, troviamo bottiglie francesi, cilene, australiane.. chi vuole immettersi nel mercato del vino oggi, deve necessariamente accettare il confronto e tenere sotto controllo la richiesta del mercato.

Il "vino del nonno" sembra quindi non andare più bene; sono cambiati i parametri organolettici, il consumatore vuole un vino diverso: vini ricchi di struttura ma morbidi al tempo stesso; i profumi eleganti e delicati ma intensi.. Il vino tipico non è più quello di 20 anni fa, la società è cambiata, il consumatore è in continua evoluzione ed anche i prodotti cambiano e devono cambiare.

La parola giusta è rinnovare che non significa però stravolgere. Come accennavo in precedenza, la globalizzazione è un po’ un’arma a doppio taglio: da una parte aiuta e stimola la crescita, dall’altra rischia di omologare il gusto appiattendo così il mercato.

La verità..? Come spesso accade sta nel mezzo. La modernizzazione in campo enologico non avrà mai fine, ma è bene non dimenticare mai che se non ci fosse la tradizione, non ci sarebbe storia.. ed il "vino del nonno" rappresenta forse la storia di quelli che sono oggi i grandi vini italiani (quelli grandi davvero e non quelli per così dire "industriali")

A questo proposito, concluderei con una citazione del Grande "maestro" Luigi Veronelli : "il peggior vino contadino e sempre meglio del miglior vino industriale!"

Guide dell’Espresso 2008.

Come tutti gli anni in questo periodo arrivano le tante attese guide enogastronomiche:  tra conferme che sembrano ormai troppo scontate c’è spazio anche per qualche novità..

Presentate lo scorso 11 Ottobre a Firenze le due guide dell’Espresso: "I Vini d’Italia 2008" e "I ristoranti d’Italia 2008" , tra le prime ad uscire quest’anno, mettono in tavola vincitori e vinti della ristorazione e dell’enologia italiana. Le anticipazioni parlavano di grandi novità.. bhè, sicuramente alcune importanti ce ne sono, ma lo zoccolo duro dell’enogastronomia italiana sembra ancora ben lontano da rinnovamenti radicali!

Cominciamo con l’enologia italiana.. 20 mila vini assaggiati e ben 10 mila recensiti: le  3 Stelle vanno a 13 produttori, 159 vini dell’Eccellenza e 50 outsider. Grande balzo in avanti per la Campania: dopo la Toscana ed il Piemonte, che vantano rispettivamente 37 e 35 Eccellenze, la Campania arriva a contarne ben 13 rispetto alle 5 dello scorso anno. Numeri che non stupiscono troppo, direi, visto il grande fermento campano degli ultimi anni del settore enologico.

50 gli outsider: ecco la vera novità! Una rilegittimazione di tutti quei vini considerati "banali" perchè facili da bere.. Concetto che potrebbe sembrare quasi assurdo ma che invece era ( ed è ancora per molti) la "base" da cui partire per affrontare il tema degustazione. Ecco così che si risente parlare di alcuni Lambruschi, di un Cesanese del Lazio, di un Cirò calabrese..

Importante l’attenzione dedicata ai vitigni autoctoni inoltre dove si fa ancora largo il grande Aglianico in tutte le sue espressioni dalla Campania alla Basilicata.

Per queelo che riguarda invece la ristorazione ecco il podio dei tre migliori chef d’Italia: Fulvio Pierangelini, Gianfranco Vissani e Massimiliano Alajmo. I Tre Cappelli assegnati invece a ben 13 locali anche qui con molte riconferme ma anche qualche novità.

E’ così che concludendo, Enzo Vizzari, curatore della guida, descrive la ristorazione italiana oggi: " La nuova cucina italiana è oggi matura, vincente, ha una sua forte identità e si fonda sull’impegno e sull’esaltazione di prodotti di altissima qualità che nessun altro paese possiede. La qualità dei prodotti e le capacità dei cuochi delle ultime generazioni, nel segno nel segno delle continuità con chi ancora interpreta al meglio la "tradizione", fanno grande, apprezzata e rispettata mai come oggi in tutto il mondo la nostra cucina".

Tuscany’s Maremma Wine&Food

Dal 5 al 9 Novembre 2007 la Maremma sbarca a New York con l’eccellenza della tavola e del gusto! Una grande sinergia: produttori vinicoli, grandi Chef dei migliori ristoranti, il tutto “condito” da un filo d’olio di uno dei più importanti frantoi.. il tutto made in Maremma, in mostra (e non solo, naturalmente) nei 5 più prestigiosi ristoranti di Manhattan.

Gli Chef di alcuni dei maggiori (in termini di prestigio) ristoranti di zona, saranno ospiti presso i grandi ristoranti di New York e metteranno in tavola l’eccellenza della cucina maremmana assieme ai grandi vini dei produttori.
Un evento davvero unico, messo in piedi dalla sola iniziativa privata di coraggiosi imprenditori che hanno riunito le forze alleandosi tra loro per realizzare nel migliore dei modi un evento promozionale eccezionale: portare direttamente sui piatti di illustri commensali (i più importanti rappresentanti della stampa di settore, i maggiori opinion leader ed importanti autorità newyorkesi) i sapori della maremma! Il tutto servito nei grandi ristoranti di Manhattan e preparato dalle mani dei più rinomati Chef maremmani.

Ecco nel dettaglio i nomi di chi parteciperà al grande evento:
Aziende partecipanti:
Ampeleia
Col di Bacche
Collemassari
Fattoria di Magliano
Moris Farms
Poggio Argentiera
Salustri
Sassotondo
La Selva
La Mozza
Frantoio Franci

Ristoranti: Maremma e Manhattan
Bracali ospite presso San Domenico Restaurant
Da Caino ospite presso Le Cirque
Il Pellicano ospite presso Del Posto
La Pineta ospite presso Osteria del Circo
La Fontanina ospite presso Ristorante maremma

Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a tutti, e soprattutto fare i più vivi complimenti non solo per l’idea (le idea in giro sono davvero troppe e troppo sole!) ma per la grande capacità che queste aziende hanno avuto nel realizzare un così importante evento del quale tutti i maremmani dovrebbero andare fieri e provare in qualche modo ad emulare la coraggiosa intraprendenza messa in atto da questo gruppo.