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Sale dolce di Cervia

Il sale dei Papi

Denominato “dolce” per la mancanza di altri Sali potassici,presenti naturalmente nell’acqua marina, era destinato in parte al consumo del Papa nei banchetti in Vaticano, quando la Romagna faceva parte dello Stato Pontificio. Tale tradizione è ripetuta oggi da una delegazione del comune di Cervia che, alla raccolta del Sal Fiore, la parte più pregiata, ne fa dono al Pontefice.

 
Foto: la raccolta a mano del sale

Oltre ad avere questo caratteristico gusto meno amarognolo rispetto agli altri Sali, quello di Cervia è anche meno duro,corrosivo e meno bianco.

Le saline di Cervia, 827 ettari di estensione, hanno un’origine antichissima risalente all’epoca etrusca. Hanno condizionato molto l’economia della città nei secoli scorsi essendo fulcro di commercio via mare grazie alla vicinanza di importanti città portuali come Ravenna.

Negli anni ’60 , complice il grande flusso del turismo rivierasco, si è abbandonata la raccolta tradizionale a scapito di un moderno stabilimento che era in grado di produrre fino a 25 mila tonnellate di sale l’anno.

Fortunatamente una piccola area è rimasta a lavorazione tradizionale, la salina CAMILLONE, che viene gestita dal Gruppo Culturale Civiltà Salinara composto da circa 200 soci, venti dei quali lavorano volontariamente per mantenere in vita una tradizione antichissima: l’acqua di mare è trasferita da una vasca all’altra per caduta, il sale si forma per evaporazione e i salinari lo raccolgono ogni giorno a mano, non appena si forma uno strato di 1-2 cm.

Perfetto con i piatti di pesce azzurro dell’Adriatico, viene utilizzato da moltissimi grandi Chef italiani ed internazionali nella preparazione di gustosi manicaretti.

Oggi oltre al confezionamento naturale in sacchi di iuta, viene addizionato anche ad erbe aromatiche in modo da poter essere un condimento universale molto elegante e versatile.

 

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