La regione Lazio è stata sempre considerata una regione in cui si produceva..vino "di quantità".. non "di qualità".. Spesso troppo legato all’immegine dei vini dei Castelli, il territorio laziale sta negli ultimi anni lasciandosi alle spalle questa pesante eredità, facendo largo spazio alle iniziative di molti produttori che hanno dato un grosso slancio al settore vitivinicolo locale.

Tra le diverse zono vitivinicole del Lazio, la Tuscia Viterbese è una di quelle che maggiormente si sta impegnando per cambiare l’immagini di questi vini, grazie anche a competenze e professionalità che da anni lavorano in questo settore. In effetti, in questo territorio, l’arte di coltivare la vite e di produrre vini, risale a tempi molto antichi. Grazie infatti alle favorevoli condizioni pedoclimatiche della zona, con un territorio prevalentemente collinare, la viticoltura si è radicata in tempi molto antichi. Agli Etruschi si riconducono infatti le più antiche testimonianze dell’arte della vinificazione della Tuscia: numerosi affreschi rinvenuti nelle tombe dimostrano l’attenzione che questo popolo ha avuto nei confronti del "netare degli dei".
I passi avanti fatti negli ultimi anni, sia per quanto riguarda la qualità organolettica dei prodotti, sia per quello che riguarda le politiche di marketing atte a migliorare l’immagine dei vini del Lazio sui mercati nazionali ed internazionali, dimostrano il crescente impegno di istituzioni ed imprenditori privati per cambiare una realtà forse troppo stagnante da anni.
A qualificare la produzione vinicola della Tuscia è senza dubbio il livello qualitativo raggiunto da molti produttori, testimoniato dalla presenza di ben 7 DOC: Aleatico di Gradoli, Cerveteri, Colli Etruschi Viterbesi, Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, Orvieto, Tarquinia e Vignanello. A queste, si aggiungono altre 3 etichette IGT: Civitella d’Aglianico, Colli Cimini e Lazio.

























