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Guide : informazioni su guide e riconoscimenti importanti per alcune etichette
Archive for Guide
Giugno 6, 2008 at 03:22 · Filed under News, Vini bianchi, I miei assaggi, Produttori, Gastronomia, Vino toscano, Guide
Azienda Montauto - Manciano - Maremma
Vi vogliamo presentare oggi un bianco strepitoso: un Sauvignon in purezza dell’azienda vinicola Montauto Vini.

Questo vino, "Enos" il nome, nasce in un angolo della Maremma, nel comune di Manciano, in località Montauto dalla quale prende il nome l’azienda. La proprietà è situata in collina, a 150 m sul livello del mare e a soli 15 km dalla costa dalla quale beneficia della preziosa brezza marina che, unita ad un clima favorevole caratterizzato da importanti escursioni termiche e ad una conformazione del terreno particolarmente vocato allo sviluppo di una viticoltura di qualità, danno risultati enologici eccellenti.
Ma parliamo di Enos... Come dicevo si tratta di un Sauvignon 100%, le uve provengono da vigneti di un’età media di 15 anni; siamo nell’ordine di 1,5 kg di produzione a ceppo. La macerazione a freddo dura 36 ore, pressatura soffice e fermentazione rigorosamente in acciaio. Il vino che si ottiene ha caratteri straordinari ed inconfondibili: finalmente un vino di territorio! …che sia autoctono od internazionale in realtà poco importa se esprime al meglio il carattere della terra in cui nasce. Ed Enos è davvero un maremmano 100%!

I profumi sono netti, di eleganza e finezza estrema, con note di frutta a polpa bianca, leggermente esotiche e di grande freschezza. In bocca conferma a pieno le aspettative: alla freschezza e vivacità del prodotto si aggiunge una piacevolissima morbidezza ed un buon corpo. Un finale lungo e pulito, nel complesso un vino di gran carattere, equilibrato ed elegante.
Per quanto riguarda gli abbinamenti ci si può davvero sbizzarrire: provatelo naturalmente con pesce (come vuole la tradizione!), con tortelli maremmani al burro e salvia… Andate poi oltre i soliti canoni e provatelo con carni bianche come il coniglio in salsa bianca per esempio, e ancora … un azzardo? Provatelo con una pasta acqua e farina condita con scaglie di tartufo bianco!
Complimenti a questa azienda giovane e dinamica, che pur essendo sul mercato solo da pochi anni, ha già ottenuto importanti riconoscimenti da alcune tra le più importanti guide e testate del settore ( Gambero Rosso, Veronelli, Espresso, Luca Maroni… ).
Novembre 17, 2007 at 06:23 · Filed under News, Produttori, Eventi, Guide
Giunto alla sua terza edizione, torna quest’anno l’appuntamento romano con Sensofwine, la presentazione della guida "I migliori vini d’Italia" edita da Luca Maroni. Una guida che sicuramente si differenzia dalle altre per lo stile unico ed inconfondibile di Luca Maroni che "…rende il vino uno spettacolo"!

Molti lo definiscono un filosofo del mondo del vino, questo per il suo approccio del tutto particolare con la degustazione: basta leggere alcune delle sue recensioni per rendersi subito conto del modo in cui Maroni si avvicina al vino. Un approccio che ha fatto della particolarità la carta vincente del suo successo, uno stile inconfondibile che si differenzia dall’ormai stracolmo panorama dell’editoria enologica italiana.
Maroni torna dal 30 Novembre al 2 Dicembre 2007, quest’anno all‘Auditorium di Roma, per presentare la sua nuova guida: circa 300 le aziende vinicole presenti e più di 1000 i vini in degustazione per una tre giorni davvero piacevole ed interessante.
Sensofwine aprirà i battenti il 30 Novembre prossimo e sarà aperto al pubblico per tutto il fine settimana dalle 16.00 alle22.00, costo del biglietto 20,00 euro.
Ottobre 14, 2007 at 03:52 · Filed under News, Vini bianchi, Vini Rossi, Vini rosati, Produttori, Gastronomia, Vitigni autoctoni, Eventi, Guide
Come tutti gli anni in questo periodo arrivano le tante attese guide enogastronomiche: tra conferme che sembrano ormai troppo scontate c’è spazio anche per qualche novità..
Presentate lo scorso 11 Ottobre a Firenze le due guide dell’Espresso: "I Vini d’Italia 2008" e "I ristoranti d’Italia 2008" , tra le prime ad uscire quest’anno, mettono in tavola vincitori e vinti della ristorazione e dell’enologia italiana. Le anticipazioni parlavano di grandi novità.. bhè, sicuramente alcune importanti ce ne sono, ma lo zoccolo duro dell’enogastronomia italiana sembra ancora ben lontano da rinnovamenti radicali!
Cominciamo con l’enologia italiana.. 20 mila vini assaggiati e ben 10 mila recensiti: le 3 Stelle vanno a 13 produttori, 159 vini dell’Eccellenza e 50 outsider. Grande balzo in avanti per la Campania: dopo la Toscana ed il Piemonte, che vantano rispettivamente 37 e 35 Eccellenze, la Campania arriva a contarne ben 13 rispetto alle 5 dello scorso anno. Numeri che non stupiscono troppo, direi, visto il grande fermento campano degli ultimi anni del settore enologico.
50 gli outsider: ecco la vera novità! Una rilegittimazione di tutti quei vini considerati "banali" perchè facili da bere.. Concetto che potrebbe sembrare quasi assurdo ma che invece era ( ed è ancora per molti) la "base" da cui partire per affrontare il tema degustazione. Ecco così che si risente parlare di alcuni Lambruschi, di un Cesanese del Lazio, di un Cirò calabrese..
Importante l’attenzione dedicata ai vitigni autoctoni inoltre dove si fa ancora largo il grande Aglianico in tutte le sue espressioni dalla Campania alla Basilicata.
Per queelo che riguarda invece la ristorazione ecco il podio dei tre migliori chef d’Italia: Fulvio Pierangelini, Gianfranco Vissani e Massimiliano Alajmo. I Tre Cappelli assegnati invece a ben 13 locali anche qui con molte riconferme ma anche qualche novità.
E’ così che concludendo, Enzo Vizzari, curatore della guida, descrive la ristorazione italiana oggi: " La nuova cucina italiana è oggi matura, vincente, ha una sua forte identità e si fonda sull’impegno e sull’esaltazione di prodotti di altissima qualità che nessun altro paese possiede. La qualità dei prodotti e le capacità dei cuochi delle ultime generazioni, nel segno nel segno delle continuità con chi ancora interpreta al meglio la "tradizione", fanno grande, apprezzata e rispettata mai come oggi in tutto il mondo la nostra cucina".
Agosto 1, 2007 at 02:16 · Filed under News, Vini bianchi, I miei assaggi, Produttori, Vino toscano, Guide
Dei Vini di Montauto ne abbiamo già parlato in passato.. torno a parlarne con piacere perchè il Bianco di Pitigliano 2006 è stato una piacevole scoperta!
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L’azienda, dall’ultima vendemmia, ha deciso di valorizzare al massimo i vitigni locali, scegliendo per questo motivo, di utilizzare insieme al Trebbiano, la Malvasia con il Grechetto, lasciando in questo caso da parte i vitigni internazionali. Una scelta importante e sempre più apprezzata dal mercato, che dopo anni di Chardonnay, Merlot e quant’altro, sta riscoprendo il vero valore del nostro preziosissimo patrimonio viticolo.
Bhè.. il risultato è stato estremamente interessante. Lo Chardonnay è in genere il vitigno più utilizzato per "smussare" gli angoli un po’ aciduli del Trebbiano e per conferire quel fresco bouquet al Bianco di Pitigliano che prevede una percentuale di Trebbiano che va dal 50 al 70%.. Ma lo stesso risultato, se non addirittura superiore, è stato decisamente ottenuto con Grechetto e Malvasia, dove quest’ultima in modo particolare, ha avuto il grande merito di conferire intensi profumi.
All’occhio il vino appare di un giallo paglierino brillante, limpido. I profumi sono la cosa che più colpisce di questo bianco: intensi, fruttati, armonici, molto delicati.. profumi che vengono ben confermati al gusto, dove la giusta freschezza si accosta in modo perfetto ad un retrogusto leggermente amarognolo. Nel complesso un vino perfettamente equilibrato e molto piacevole, da gustare fresco, nelle calde serate estive. Gradazione alcolica Bianco di Pitigliano 2006: 13 gradi.
L’Almanacco del Berebene del Gambero Rosso lo premia con l’Oscar Qualità/Prezzo, riconoscimento importantissimo visto il grande valore acquisito da questo parametro sui mercati nazionali ed internazionali.
La valorizzazione dei vitigni autoctoni è una scelta aziendale fatta anche sugli altri prodotti: sul Rosso Sovana (Sangiovese e Ciliegiolo) e sul nuovissimo Tiburzio (Sangiovese ed Alicante).. Unica "chicca internazionale": Enos, un Sauvignon in purezza, al quale l’azienda non può giustamente rinunciare visti gli eclatanti risultati che riesce a dare con questo vitigno e dei quali.. torneremo sicuramente a riparlare su queste pagine!
Allora.. 10 e lode ai Vini Montauto che contribuiscono in modo importante a portare alla ribalta il nome del nostro Bianco di Pitigliano.. e non solo..
Giugno 1, 2007 at 14:16 · Filed under Vini Rossi, I miei assaggi, Racconti, Produttori, Guide
Un grande vino,per alcuni il più grande Sangiovese di Romagna: Pietramora Superiore Riserva.

Il Pietramora (sangiovese in purezza) è il vino di punta dell’azienda più importante della Romagna: la Fattoria Zerbina situata a Marzeno..nei colli di Faenza, provincia di Ravenna. Nasce ufficialmente nel 1985 dalla vigna denominata "Boschetto" anche se le uve di questo "Cru" venivano già precedentemente destinate alla produzione di una riserva aziendale. La vigna è esposta a nord ed è quindi molto difficile,senza "aiuto" di altri vitigni,ottenere un grande vino ed è per questo che il Pietramora viene prodotto solo nelle grandi annate.
Fino ad oggi le annate prodotte sono:
1985 - 1988 - 1990 - 1991 - 1993 - 1995 - 1997 - 1998 - 2000 - 2001 - 2003 - 2004
A partire dalla vendemmia 1987 la vigna Boschetto è stata affiancata dalla vigna "Pozzo", la prima vigna ad alta densità ad alberello,con 10.000 ceppi per ettaro e diversi cloni di sangiovese posizionata sulla stessa fascia collinare con medesima esposizione e tipologia di terreno(franco sabbioso con elevato tenore in calcare). I risultati delle vigne ad alberello hanno dato i loro frutti: dalla vendemmia 2000 si utilizzano praticamente le uve provenienti da questo vero e proprio "CRU" di Romagna.
Ultimamente nel Pietramora si utilizzano le migliori uve provenienti da altre vigne ad alberello oltre al sopraccitato Pozzo : Anfiteatro,Calanco vecchio,Montignano grande.

Le annate "storiche" di questo vino sono la 2003,2001,1998,1997,1990,1988,1985
Le uve vengono vendemmiate a mano con una rigorosa selezione a microzone mediamente nella seconda decade di settembre. La fermentazione avviene in barrique di Allier e vasche di acciaio inox di media capacità con macerazione di 18-23 giorni.
L’affinamento è di un anno in barrique di Allier (70% nuove) e 18 mesi in bottiglia.
Artefice di questo successo è Maria Cristina Geminiani, proprietario,enologo ed agronomo della Zerbina. Grazie al suo impegno per la valorizzazione dei vitigni locali (sangiovese e albana in primis) ha fatto crescere tutto il livello qualitativo dei vini romagnoli.

Note di degustazione: Pietramora 2003
Esame visivo: Rosso rubino con riflessi granati, consistente con archetti fitti,lenti e di seconda ricaduta.
Esame olfattivo: Intenso,ampio,note di frutti di bosco in confettura, spezie dolci,(tabacco,pepe bianco,vaniglia) floreale di peonia e violetta appassita.
Esame gustativo: Ingresso imponente: tannini setosi amalgamati ad una componente frutttata. Alcol di notevole impatto ma ben integrato nella struttura del vino. Freschezza molto buona nonostante il caldo millesimo. Lunghissima la persistenza con un’evoluzione potenziale di 10 anni.
I Riconoscimenti: Pietramora 2003
3 bicchieri Gambero Rosso/Slow Food
4 grappoli Duemilavini AIS
18/20 Vini d’Italia Espresso
Prezzo medio in enoteca: 25 euro